Gianfranco Librandi e la TCI portano i LED in tutto il mondo - La testardaggine è il segreto - TCI

Non aver paura di rischiare, una buona dose di follia e soprattutto la capacità di capire, con dieci anni d’anticipo, dove andrà il mondo e il mercato.
Così Gianfranco Librandi imprenditore saronnese racconta il successo della Tci, azienda italiana leader mondiale nella produzione di componenti elettronici per l’illuminazione.
Su una superficie di 30mila metri quadrati, a poche centinaia di metri da dove vengono pronti gli storici amaretti di Saronno e il DiSaronno, liquore italiano più venduto al mondo, si inventano e producono driver e moduli led e soluzioni wireless portati poi nei 5 continenti con un fatturato di 180 milioni di euro.
Librandi guida un gruppo con 400 dipendenti in Italia e non ha dubbi sul segreto del successo dell’azienda che fornisce componenti per l’illuminazione pubblica in Cina, per i nuovi hotel extralusso a Dubai, per i musei di tutto il mondo (da Firenze, a Berlino passando per Mosca) senza dimenticare istituti di credito di svariate nazioni.

«L’intuito e la follia – spiega Librandi – capire dieci anni prima cosa fare, imboccare la strade e crederci con determinazione. Ai futuri imprenditori io farei un corso di testardaggine: è una caratteristica tutta italiana quella, quando ci si trova davanti ad un problema, di rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione alternativa». Del resto quello del made in Italy è un asset che la Tci ha sempre valorizzato: «È sicuramente un valore aggiunto: ci sono stati gli anni delle copie selvagge oggi, anche grazie a nuove garanzie, il fenomeno si è un po’ ridotto ma il prestigio, la qualità e la componente di un servizio del made in Italy o made in Europe non è mai venuto meno». Non a caso tra le difficoltà e le criticità del proprio lavoro Librandi cita proprio le scorrettezze tra concorrenti ma anche la caccia ai dipendenti.

«Sono aspetti che mi lasciano molta amarezza, la Tci è soprattutto una squadra ogni giorno tutti danno il proprio contributo chi andando in Cina o in Arabia, chi concretizzando un’idea, chi con nuove soluzioni. È così che crediamo nei nostri progetti conquistando ogni frontiera con flessibilità e creatività».
L’attenzione per il personale è evidente anche nel plesso produttivo saronnese uno dei primi ad essere dotato di palestra interna e tante attenzioni per rendere il luogo di lavoro accogliente e calibrato alle esigenze dei lavoratori.
Un’attenzione che si coniuga perfettamente con la filosofia di un’azienda d’avanguardia, basti citare ad esempio l’impegno per la sostenibilità e il risparmio energetico: «Sono principi che tutti inseguono – rimarca Librandi – e che i nostri prodotti incarnano alla perfezione. I led con le loro performance sempre più efficienti sono il primo fronte per garantire un risparmio economico ed ambientale». Un risultato ottenuto grazie ad una spasmodica attenzione alla ricerca e allo sviluppo: «Al momento per quanto riguarda l’illuminazione si sta sviluppando il settore wireless la possibilità di regolare l’intensità della luce creando soluzioni su misura per le diverse attività controllandole con il telefono. Ma siamo già all’opera per cercare quello che oggi sembra impossibile e che domani sarà la quotidianità».

 

La storia Da garzone di una panetteria a imprenditore di successo

Classe 1954 Gianfranco Librandi ha iniziato a lavorare a 12 anni come garzone di una panetteria. È entrato come operaio di quinto livello in una ditta produttrice di televisori e dopo tre anni è diventato dirigente.
Nel 1987 ha lasciato il posto fisso per aprire la Tci che in 25 anni è diventata un’azienda leader nella progettazione e realizzazione di sistemi elettronici per l’illuminazione e l’efficienza energetica.
Non ha mai dimenticato l’impegno per il proprio territorio impegnandosi in politica, dal 2013 è deputato alla Camera. Tanti i progetti realizzati pro bono come quando, nel 2015, ha donato i led per sostituire ogni vetuste lampadine di Montecitorio. Grazie alla donazione con gli innovativi led si risparmiano circa 3.500 euro al giorno.

 

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Articolo da IL GIORNO, 11 febbraio 2019

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